| Cento chilometri di storia, fra paesi e castelli
medievali |
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L'itinerario, consigliato a coloro che
provengono dal nord dell'Italia, ricalca in parte l'antica
Via di Monte Bardone, come era chiamato il tratto
appenninico della Via Francigena, un canale di comunicazione
tra la Padana e la costa tirrenica che ha mantenuto nei secoli
la sua importanza (vi passano oggi la SS62 della
Cisa e l'autostrada A15). Poi si affida al richiamo
della Alpi Apuane e abbandona il Magra per salire tra
i castelli e i borghi del versante orientale della valle,
quindi ridiscende nella pianura e, toccata Sarzana,
si conclude al cospetto del Golfo dei Poeti
Questo itinerario che vi proponiamo si può percorrere
in tre o quattro giorni, certo non pretendiamo
che per venire in Liguria, o per soggiornare da noi, impieghiate
così tanto tempo, ma vi suggeriamo l'itinerario completo
perché possiate, a vostro piacere, sceglierne un tratto,
percorrerlo in strade non affollate e piene di storia, e perché
no, ritornare in altra occasione, percorrendone un altro tratto
Imboccata, a Parma, l'autostrada A15,
uscite a BERCETO, ultima tappa prima del valico appenninico
della Cisa, e già trovate il duomo di San
Moderanno. L'interno a tre navate, separate da archi
acuti poggiati su colonne, mostra nel diverso impiego della
pietra e dei conci murari le tre principali fasi costruttive
del monumento. In basso le larghe pietre regolari di un
impianto romanico del XII-XIII secolo; in
alto e nelle vele delle volte a crociera che coprono le
collaterali le pietre più piccole e irregolari, destinate
ad essere intonacate, dall'intervento tardo quattrocentesco
(cui appartengono anche le cappelle laterali, le colonne
e le capriate della navata centrale); mentre tutta la restante
parte presbiterale sembrerebbe ricollegarsi all'epoca della
fondazione longobarda. Il portale principale (1198)
è l'elemento più importante del decoro scultoreo;
la lunetta col crocefisso, l'architrave su cui è
ritratto un bestiario variamente interpretato, le due cariatidi
che sostengono l'architrave,raffiguranti la fatica
e il dolore, sono di squisito gusto romanico |
Nell'altare è incastonato, reperto più
antico e prezioso dell'edificio, un pluteo longobardo
dalla chiara simbologia eucaristica: due pavoni, simbolo
d'immortalità, si abbeverano a calici posti sui
bracci della croce. Oltre Berceto la Francigena
valicava la dorsale appenninica nei pressi dell'odierno
passo della Cisa dove si arriva con la statale 62
e scendendo tra faggi, castagni e querce, si passa il
piccolo centro di MONTELUNGO e si arriva a PONTREMOLI.
Si entra in città da Porta Parma, si attraversa
tutto il centro, sovrastato dal castello del
Piagnaro e stretto tra i letti del torrente Verde
e del Magra, che confluiscono a valle dell'abitato,
pregevole soprattutto per i palazzi del Seicento e Settecento,
eretti nell'originale stile detto "barocco pontremolese".
Attraverso le stradine del nucleo più antico si
sale al castello del Piagnaro, fondato intorno
al Mille, ma risalente nelle forme attuali al XV secolo,
ove ha sede il Museo delle statue-stele
della Lunigiana
Lasciata Pontremoli, riprendiamo la SS 63 verso
sud e avvistiamo, dopo circa 8 km, sulla sinistra il borgo
di FILATTIERA che è un borgo di antichissima
fondazione con i suoi monumenti che sono tra i più
antichi della valle, come la chiesa romanica di San
Giorgio e l'annesso castello medievale, di cui rimane
una torre al limite del paese. L'insieme fu eretto nel
1100 dai marchesi Obertenghi di Luni, ma
la chiesa custodisce una lapide con epigrafe funeraria
del 752. Alla fine del 300, quando venne fondato
il borgo murato e i Malaspina vi edificarono il
loro nuovo castello, sulla piazza centrale, la vecchia
fortezza fu trasformata in giardino
Ripresa la SS 62 proseguiamo fino a VILLAFRANCA
LUNIGIANA dove, visitato il museo etnografico
nell'antico mulino sul Magra e il castello, prendiamo
a sinistra in direzione di FILETTO, La struttura
quadrangolare del piccolo borgo ha caratteristiche assolutamente
uniche: fondato come castrum bizantino nel VI
secolo, crebbe in epoca medievale pur mantenendo il
medesimo assetto a pianta quadrata, con due porte d'ingresso,
le piazze,
il palazzo Malaspina, collegato da passaggi voltati
alla chiesa e alle case in pietra del borgo
La strada aggira Filetto e portandosi in vista
di MALGRATE, raggiunge BAGNONE distribuito
tra la profonda gola rocciosa in cui scorre l'omonimo
torrente e la collina che lo sovrasta.
La strada che traversa il borgo è fiancheggiata
da portici e l'arrivo al ponte stradale è preceduto
da una viuzza, Via Ponte Vecchio, che attraversa
Porta di Santa Caterina, alto edificio quadrato
messo a guardia di un ponte medievale, su cui transitava
la via che saliva dal Borgo murato al castello. Il ponte
scavalca con un'unica arcata il torrente incuneato tra
speroni di roccia e raggiunge la minuscola piazza triangolare,
ove, sin dal Medioevo, si teneva il mercato
Di la dal ponte, si sale al Castello di Bagnone,
nucleo più antico dell'abitato, col castello
Malaspiniano del 1350, e la chiesa di San Nicolò.
Si prosegue sulla piccola strada a mezzacosta e raggiungiamo
il borgo di CASTIGLIONE, munito di castello, e
tagliando il versante della valle tra castagni e faggi
con panorami sui picchi rocciosi delle Apuane, attraversando
Lusana, si arriva di fronte al borgo di LICCIANA
NARDI, con il suo immancabile palazzo Malaspina
Lasciando Licciana, sulla strada per Aulla, si
raggiunge MONTI e, passando davanti alle forme
barocche della Pieve di Venelia (X secolo) e il
castello Malspina (XII secolo) si prosegue
fino alla cresta della dorsale dove sorge, in bella posizione
panoramica, il castello Malaspiniano di Monti.
Il castello è chiuso, ma la posizione panoramica,
il grande giardino con querce secolari, la pace che regna
nel luogo, ne suggeriscono senz'altro la visita
Si riprende le strada per Aulla, ma solo fino al
bivio per Sannaco, Olivola e Canova,
poi la strada sale e con la vista delle vette Apuane (
monte Pisanino ) si arriva a CESERANO adagiata
su una dorsale che domina la vallata del torrente Aulella,
si attraversa il borgo e, percorrendo alti crinali panoramici,
si passa per Tendola, si avvista il mare e si raggiunge
FOSDINOVO che ci attende opponendoci il lato più
arcigno, quello rappresentato dalla sagoma merlata e imponente
del castello Malaspina, il vero covo della storica casata.
La visita è d'obbligo, anche per gustare gli splendidi
panorami sulla bassa Val di Magra e sulla costa. Dietro
la fortezza si nasconde il villaggio, che occupa la dorsale
protesa verso il mare
La strada (SS 446) prosegue verso valle, in direzione
di Sarzana, ma prima, con una piccola deviazione
di 2 km, possiamo visitare la fortezza di Sarzanello,
composta da un mastio e da un corpo triangolare munito
da tre torrioni angolari, l'imponente struttura occupa,
isolata, un colle erboso in posizione dominante sulla
bassa valle della Magra
Si riprende l'Aurelia e si arriva a SARZANA, splendida
cittadina, racchiusa nelle mura di matrice Genovese. Cuore
della città è piazza Matteotti, con
portici trecenteschi.
Il monumento più antico è la chiesa di Sant'Andrea
dell'XI secolo e la cattedrale di Santa Maria Assunta,
all'interno della quale si trovano opere inestimabili,
come il Crocefisso di Mastro Guitelmo del 1138.
All'uscita della città, sorge la Cittadella
che venne eretta da Lorenzo de' Medici, circondata
da un vasto fossato, è delimitata da sei poderose
torri rotonde coronate, come le mura, da beccatelli
Si lascia Sarzana e, in pochi chilometri, si arriva a
LERICI, al mare, borgo d'origine medievale famosa
per il suo Castello, una struttura militare maestosa,
affacciata sul mare da uno sperone roccioso
L'itinerario è concluso,e altre interessanti notizie,
se volete, possiamo narrarvele noi
Vi aspettiamo
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